Come si usa il VHF MARINO? La guida definitiva.

In questo articolo vedremo insieme come si usa un vhf marino, le sue funzioni principali e come funziona.

Portatile o fisso, ICOM o Cobra: tutte le imbarcazioni che navigano oltre le 6 miglia hanno l’obbligo di avere con se un VHF.

Pronto? Partiamo!

Dal nome VHF, Very High Frequency, è intuibile che il vhf marino utilizzi onde elettromagnetiche ad alta frequenza.

Per un corretto funzionamento è necessario posizionare le antenne del vhf nel punto più alto della barca, in quanto questi dispositivi riescono a comunicare tra loro solo se non esistono ostacoli tra un’antenna e l’altra.

In sostanza, maggiore sarà l’altezza dell’antenna vhf, maggiore sarà la sua portata.

Mediamente, utilizzando un vhf marino portatile, avremo una portata di almeno 10 miglia, che aumenta con l’utilizzo di un vhf fisso fino ad oltre 15 miglia.

Questi valori, come detto prima, variano e di molto in base al posizionamento del vhf stesso, quindi primo consiglio: occhio a come installate il vhf nella vostra barca.

Anche la potenza di questi dispositivi varia in base alla loro natura: i vhf portatili, generalmente meno potenti dei fissi, vantano di una potenza tra i 4 ed i 6 Watt.

I secondi, quindi, arrivano ad un limite massimo di 25 Watt.

Molto importante per imparare come si usa un vhf marino è la regolazione della potenza.

Generalmente, considerando che le comunicazioni che dobbiamo fare, le facciamo a barche vicine a noi, si va ad impostare la potenza minima del dispositivo: 1 Watt.

Perché? Lascia che ti spieghi…

Utilizzando il vhf a potenza minima abbiamo due principali benefici:

  1. Andremo ad ottimizzare il consumo della batteria, sfruttando meno potenza del vhf marino e preservandone la durata.
  2. Non disturberemo imbarcazioni più lontane con comunicazioni inutili

Questo si riferisce, ovviamente, in tutti quei casi dove non si usa il vhf per emergenza.

Ma veniamo al dunque, come si usa il vhf marino?

impara ad utilizzare il vhf marino

Finalmente vediamo insieme come si usa il vhf marino, che non è affatto così complicato come ci si può aspettare, ma ha bisogno di alcune accortezze.

Come comunicare con il vhf marino?

Partiamo dal vhf classico, il modello simplex.

Questo modello non permette la comunicazione simultanea, ciò significa che mentre tu parli, il destinatario non può parlare e, viceversa, mentre parla lui tu non puoi parlare.

Questo fattore è dovuto alla frequenza, in quanto viene utilizzata la stessa da entrambi (emittente e destinatario) e quindi il canale può sopportare un messaggio alla volta.

La situazione cambia quando andiamo ad utilizzare un vhf duplex, ovvero un vhf marino che utilizza due frequenze distinte.

In questo caso, avremo la possibilità di comunicare da entrambe le parti, senza dover aspettare il nostro turno, come se fosse una telefonata normalissima.

Come si usa un vhf marino però, lo si impara con il simplex.

Premere il tasto di trasmissione è la prima regola assoluta.

Nel momento in cui vogliamo parlare, per poi rilasciarlo nel momento in cui attendiamo risposta, è fondamentale premere il tasto di trasmissione, ovviamente.

Una comunicazione del genere ha bisogno di una “struttura”, quindi una parola per far capire al destinatario quando sarà il suo turno.

“Passo” “Cambio”

Ci sarà capitato in altre situazioni di sentir dire passo, o cambio, a termine di una comunicazione.

Queste due parole sono le più utilizzate in assoluto per terminare la comunicazione attraverso il vhf .

Per confermare l’arrivo del messaggio, invece, e la sua comprensione, si usa dire “ricevuto“.

Infine, per concludere la comunicazione il classico “passo e chiudo“.

Questi sono pochi, ma fondamentali codici da tener a mente quando si impara come si usa un vhf marino, e quando lo si andrà ad utilizzare.

Come impostare il canale giusto nel vhf

come impostare il canale giusto nel vhf

Per il vhf marino ci sono decine di canali possibili, ma solo alcuni sono veramente importanti per la navigazione e per la propria sicurezza.

Canale 16

Il tuo dispositivo di bordo, in assenza di altre esigenze momentanee, dev’essere sintonizzato sul canale 16.

Questo, infatti, è il canale di emergenza e di sicurezza, dove comunicare in caso di necessità.

Ovviamente, essendo un canale di emergenza, va lasciato sempre libero, non va disturbato od interrotto per nessun altro motivo se non per emergenza.

Il silenzio radio nel canale 16 va tenuto sempre nei primi 3 minuti di ogni mezzora (dalle 14.00 alle 14.03, dalle 14.30 alle 14.33 e così via), questo per agevolare eventuali equipaggi in pericolo, che hanno bisogno di assistenza.

Il canale 68 viene utilizzato per il bollettino metereologico, laddove nei nuovi dispositivi non sia già indicato a schermo.

Per la comunicazione con le capitanerie di porto, invece, si utilizza il canale 9.

Altri canali utili, in ogni caso, sono riportati sul Portolano.

Burocrazia e vhf

burocrazia e vhf: tutto ciò che ti serve sapere

Ora che abbiamo visto come si usa il vhf marino, andiamo a fare chiarezza sulla burocrazia che ci sta dietro.

Abbiamo già ribadito più volte che il vhf marino è obbligatorio per tutte le barche che navigano oltre le 6 miglia.

Per poter essere installato, deve essere accompagnato da una licenza di omologazione, ovvero la “Licenza di esercizio impianto radioelettrico“.

Tale licenza ha durata di 10 anni, e va successivamente rinnovata alla scadenza, o in caso di cambio del proprietario dell’imbarcazione.

Oltre alla licenza, infine, è necessario che almeno uno tra i presenti a bordo abbia un certificato di operatore, rilasciato dal Ministero della Comunicazione, con il quale si certifica la capacità di usare il vhf marino.

Come si usa il vhf marino? La conclusione.

Come abbiamo detto fin da subito, usare il vhf marino non è affatto difficile, soprattutto se si utilizzano i vhf di ultima generazione o duplex.

Ma anche nel caso in cui ci troviamo di fronte ad un vhf simplex, o in caso di difficoltà, le accortezze da tener presente sono veramente poche e basilari, ma possono salvarci da situazioni piuttosto complicate.